Cittadina tra le più belle e rinomate del Vibonese, con uno dei borghi più pittoreschi della costa, Pizzu (rupe in dialetto), è arroccato sul pendio di un suggestivo promontorio che si erge a picco sul Tirreno, proprio al centro del golfo di Sant’Eufemia. Sorta, secondo la tradizione, sulle rovine di Napitia, colonia fondata dai Focesi, (il suo nome derivava da Napeo, antico toponimo del prossimo fiume Angitola), la cittadina accolse anche Cicerone e S. Pietro, che qui fece tappa durante il suo viaggio per Roma. Distrutta nel corso del IV secolo d.C. da un attacco dei Saraceni, sarebbe stata ricostruita dai superstiti agli inizi del X secolo.
I MUSEI, CHIESE E CASTELLO
Museo del mare, raccolta di conchiglie di tutti i mari, scheletri di cetacei, pesci, crostacei, madrepore, coralli, rettili e fossili; utensili della pesca e per la costruzione delle barche. Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 20:00, località Marinella, Via Prangi –Tel.0963/534903.
Chiesa di San Giorgio, eretta nella seconda metà del Cinquecento sul sito di una chiesa preesistente, custodisce diverse sculture cinquecentesche della scuola del Gagini. Il portale marmoreo sovrastato da un rilievo sul quale è raffigurato San Giorgio nel tipico aspetto di trafiggere il drago, è opera di bottega del Fontana. Nella fossa comune sotto il pavimento, fu sepolto Gioacchino Murat.
Chiesa del Carmine, si vuole eretta nella prima metà del Quattrocento sul sito di una preesistente cappella edificata da pescatori amalfitani, qui attratti per l’abbondanza di coralli.
Chiesa di San Francesco, conserva una croce astile a lamine d’argento del XV secolo e paramenti sacri del Settecento.
Santa Maria di Piedigrotta Al centro dello splendido scenario del Golfo di Sant’Eufemia, nel territorio napitino, vi è una piccola grotta che offre al visitatore uno spettacolo unico nel suo genere. La chiesetta di Piedigrotta tra mito e leggenda è il primo monumento in Calabria per continuità e numero di presenze ogni anno, e già da ben 3 anni supera di molto i famosi Bronzi di Riace. Arte, religione, antropologia e cultura, un mix perfetto che ha permesso di rendere nel tempo “A Madonneja” uno dei luoghi più belli e amati in tutto il mondo. Dalla statale 522, scendendo giù dalla scalinata in granito serrese ci si incammina per un sentiero che costeggia il meraviglioso Basso Tirreno. Lungo il breve tratto si possono ammirare le due sponde del Golfo ed una scogliera di tufo che non conosce eguali. La risacca del mare cristallino, accompagna il visitatore giù alla chiesetta, “preparandolo” allo scenario che solo questo posto sa offrire. Dalla continua e nuda roccia tufacea, si passa ad una serie di profondità, bene articolate e complesse, con vari gruppi di statue in tufo, affreschi e chiaroscuri, che creano all’interno della grotta atmosfere cangianti e mistiche.
Castello Aragonese, costruito nel 1486 è bell’esempio d’architettura altomedioevale; ha un corpo quadrangolare con torri cilindriche angolari, una delle quali merlata. Doveva essere in origine dotato di un ponte levatoio che lo teneva separato dalle abitazioni circostanti. Fu teatro della fucilazione di Murat, avvenuta il 13 Ottobre 1815.